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azionereazionePensiamo ai prezzi del mercato come ad una battaglia, testa a testa, tra due contendenti: il Toro ( i compratori del mercato) e l’orso ( i venditori). I tori spingono i prezzi verso l’alto mentre gli orsi li abbassano, la tendenza del mercato delinea il prevalere di uno dei due contendenti.
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Giappone: sale il tasso di disoccupazione
Martedì 29 Maggio 2012
jobsearchIl tasso di disoccupazione in Giappone è salito per la prima volta in tre mesi, superando le stime degli analisti e sottolineando la preoccupazione che la ripresa economica potrebbe continuate a perdere slancio a fronte dei guadagni dello Yen e della crisi in Europa, secondo quanto reso noto oggi a Tokyo dall'ufficio di statistica.

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Il Giappone ha registrato ad aprile un tasso di disoccupazione pari al 4,6%, dato destagionalizzato, in crescita dello 0,1% rispetto alla lettura precedente del 4,5%.Gli economisti si aspettavano che il dato rimanesse invariato.

Il tasso di disoccupazione per gli uomini è sceso al 4,8% dal 4,9% di marzo, mentre il tasso tra le donne è salito al 4,2% dal 4,1%, secondo quanto mostrati dagli ultimi dati.

Il ministero del lavoro ha riferito attraverso una relazione separata che il rapporto tra i posti di lavoro disponibili e tra chi cerca lavoro ad aprile si è attestato a 0,79 contro 0,76 di marzo.

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Il colosso giapponese Sony è uno tra i vari produttori ad aver recentemente annunciato dei tagli ai posti di lavoro che potrebbero tradursi in un ulteriore peso per un'economia che per la maggior parte della sua crescita nel primo trimestre, si è basata sulla spesa dei consumatori.

Le aziende stanno diventando sempre più prudenti sulla gestione delle assunzioni e sugli investimenti viste le sempre più marcate incertezze sulle prospettive economiche.

Sempre in giornata, il Ministero degli Affari Interni ha riferito che la spesa media mensile per consumi delle famiglie nipponiche è salita del 3,2% a 301,948 yen in termini nominali, e del 2,6% in termini reali, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, superando il 2,2% previsto dagli economisti.