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Il Giappone dice sì all'aumento dell'iva
Mercoledì 27 Giugno 2012
giappoIl sostegno del primo ministro giapponese Yoshihiko Noda all'aumento dell'imposta sulle vendite, che ritiene fondamentale per ridurre il deficit, rischia di portare in stallo l'economia smorzando il consumo. Il recupero della nazione, dopo il terremoto dello scorso anno e lo tsunami, potrebbe fermarsi nel 2014, cioè quando il primo aumento entrerà in vigore.

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Ieri la Camera bassa del Parlamento ha approvato il disegno di legge per innalzare l'imposta al 10% entro ottobre 2015 dal 5% di oggi. Molti giapponesi temono il ripetersi della crisi del 1997, quando un aumento dell'imposta contribuì a spingere l'economia in recessione, costando il posto al primo ministro di allora Ryutaro Hashimoto.

L'approvazione è arrivata nonostante diversi oppositori del Partito democratico al potere sostenessero che la misura prematura potrebbe scoraggiare la spesa e indebolire ulteriormente l'economia.

Anche con un aumento dell'imposta sulle vendite, il governo ha riferito lo scorso gennaio che probabilmente mancherà il proprio obiettivo di raggiungere un pareggio di bilancio entro il 2020. Si prevede un disavanzo primario tra l'1,9% ed il 3,1% del PIL nello stesso anno, rispetto al deficit fiscale 2011 del 7,4%.

camera_bassa

Il debito pubblico lordo sarà il 223% del PIL il prossimo anno, in crescita rispetto al previsto 214% del 2012, "spingendo ulteriormente le finanze pubbliche giapponesi in un territorio inesplorato", si legge in un report dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Il report del governo giapponese del mese di gennaio indicava anche che l'aumento della tassa potrebbe porterare ad una crescita dell'inflazione tra il 3,1% ed il 3,8% nel 2014, rispetto al range tra lo 0,7% e l'1,4 % se l'imposta non venisse aumentata.

Il documento stimava che l'aumento dell'imposta influenzerebbe i prezzi fino alla fine del 2016. Tali aumenti dei prezzi potrebbero portare ad un sollievo temporaneo per la Banca del Giappone, che ha aggiunto 20 miliardi di yen al proprio programma di acquisto di asset quest'anno, per raggiungere l'obiettivo inflazionistico dell'1% e tirare fuori la nazione da più di un decennio di deflazione.