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Teoria di Elliott

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R.N.Elliott, ingegnere americano a cavallo tra l'800 ed il 900, osservando i mercati finanziari costruì un modello frattale per descriverne i movimenti e capirne le varie fasi. Quello mostrato sopra è il pattern base in cui si possono già intravedere alcune caratteristiche del pensiero di Elliott: anzitutto il mercato è destinato a salire, contiamo infatti 5 onde (impulsiva) al rialzo e soltanto 3 (correttiva) al ribasso, con tale modello l'ingegnere americano intendeva racchiudere l'essenza dell'incedere dell'uomo sul pianeta Terra ovvero una continua corsa al progresso ed all'innovazione.

Se i mercati danno un valore alle attività umane, essendo l'uomo passato dalle ere preistoriche fino ad oggi in continua evoluzione, il modello sottostante alle borse non può che essere quello mostrato qui sopra. La teoria di Elliott è più di una semplice tecnica di analisi, essa contempla la psicologia del mercato e le condizioni sociali in cui esso si muove. E' l'unica teoria completa di quelle nate nel secolo scorso e pur essendo datata è la più innovativa e lo rimane tutt'oggi. Il riconoscimento di un'onda non è solo lasciato al mero grafico, ma anche a ciò che gli si muove intorno ovvero gli investitori. Tutti quelli che si sono adoperati nel suo utilizzo in maniera meccanica hanno fallito, Elliott non è un algoritmo, è la ricerca delle condizioni psicologiche sottostanti ad un movimento e non già il movimento stesso.

Ogni onda ed ogni fase di mercato corrisponde ad una aspettativa degli investitori, Elliott, se applicata in maniera corretta permette di raggiungere una profondità di analisi alla quale nessun altra teoria riesce ad avvicinarsi. Di difficile applicazione molti mormorano...certo, ma se esistesse una logica banale in grado di far arricchire chiunque forse gli stessi mercati finanziari non esisterebbero! Molti dicono che il conteggio corretto delle onde di un mercato si sa solo alla fine dei movimenti e che quindi la teoria è inutile. Vero e al tempo stesso falso. Elliott non sostenne mai di saper prevedere il futuro (lo sostengono sedicenti guru da strapazzo), ma di poter costruire scenari ed affiancarli ad una probabilità di realizzo.

Il bravo analista non ha mai davanti a se una sola analisi, ne ha sempre almeno 2, le interseca per trovare i punti comuni e discordi e, nel seguire il mercato, non è mai colto di sopresa da esso. Chi pretende "il futuro" non fa onore alla teoria o meglio...nemmeno la usa!

Un ultima considerazione sulla attualità di essa e sulla sua freschezza. Il modello di Elliott è un modello frattale ovvero un insieme di gradi interconnessi uno con l'altro aventi come fattore comune (alle varie dimensioni) il pattern base, quello qui sopra mostrato. Molti anni più tardi, erano gli anni 80, un ricercatore della IBM, Benjamin Maldenbrot, acuto matematico, diede vita "scientifica" ad una delle branche più affascinanti della geometria: la geometria frattale. E proprio Maldenbrot è autore di numerosi studi riguardo la gestione del rischio sui mercati finanziari ("A Random Walk on Wall Street") che si sono rivelati i più affini per la rappresentazione dei "caotici" (ma non casuali) movimenti degli asset quotati.....molti anni più tardi dunque, un ricercatore matematico, conferiva "verità" scientifica alla natura frattale dei mercati finanziari facendo della Teoria di Elliott una meravigliosa intuizione dei primi anni del novecento.

 

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